… e lavoro per la Ghost e su Facebook faccio un post.

… all’Autogrill ordino un toast e poi siamo tutti a post(o). cit.

Cito un brano improvvisato da quel genio che risponde al nome di Lorenzo Natali (se non lo conosci è molto grave, sappilo) per parlare del 2015, anno durante il quale ho avuto la grande opportunità di lavorare con Francesco e Giuseppe, i capitani di Ghost Records, l’etichetta indipendente varesina che in questi giorni festeggerà 15 anni di attività, passione per la musica e successi. Tanti successi.

La laMI0001722509bel nasce nel 2002 intorno allo studio di registrazione “La Sauna” di Varano Borghi del grande Cajo e coincide con la realizzazione di Ghost Town: 13 Songs from the Lakes County, una compilation intrisa di malinconia lacustre con il meglio della scena rock della città giardino di quegli anni (Mr. Henry, Encode, Bartòk, Hormiga, Midwest, Blend, Buio Omega, Cluster, Enter K, Mormiga, Plastik,  Dr. Kabuto, Sirenetta H, Q).

PLAY> http://www.allmusic.com/album/ghost-town-13-songs-from-the-lakes-county-mw0001330196

L’ingresso nel roster di One Dimensional Man (con Pierpaolo Capovilla), la vittoria del premio istituito dalla giuria di qualità del MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti come Miglior Etichetta Indipendente Italiana nel 2004, la pubblicazione nel 2009 del primo album in italiano L’Amore Non è Bello di Dente: questi solo alcuni dei momenti più salienti del curriculum di Ghost Records.

L’etichetta è sempre stata attenta ai talenti locali emergenti. Dal 2010 collabora – sia come giuria tecnica sia in qualità di produttori – con gli organizzatori del concorso musicale nazionale per band emergenti Va sul Palco, da cui sono usciti nomi quali Il Triangolo con Marco Ulcigrai (ora chitarrista de I Ministri e Le Luci della Centrale Elettrica), Videodreams, Plankton Dada Wave (i cui dischi -prodotti grazie al progetto Notturno Giovani-  sono attualmente nel catalogo dell’etichetta).

Ma che facevo alla Ghost Records?

Fondamentalmente mi divertivo e ridevo come una matta (talvolta anche senza motivo) in quell’ufficio 2×2 mt. ricolmo di dischi arrivati da ogni parte di Italia.

In secondo luogo, mi occupavo insieme a Giuseppe del sito internet e dei social media.

In terzo luogo, ascoltavo sempre musica di grandissima qualità (talvolta il buon rap made in USA, a volte i cantautori “tristi” -soprattutto Barzin nei giorni di pioggia) e ogni giorno imparavo qualcosa di nuovo sul mondo discografico e i trucchi del mestiere.

In quarto luogo, completavo le frasi iniziate da Francesco.

Highlights – Momenti altissimi

  • quella volta che misi in anteprima un enorme tucano, animale simbolo dello stato del Belize, ad un post sull’uscita di qualche nuovo singolo dei  ≈ Belize ≈ e rovinai per una serata la reputation online del gruppo;
  • quella volta che andammo al Music Market al Rock Island a Rimini, la fiera delle eccellenze nell’ambito della produzione indipendente -praticamente sospesi sul mare- e conoscemmo i bolognesi del collettivo HMCF e tornammo a casa in 4 su una macchina (occupata per 2/3 dalla batteria di Dede) ascoltando solo Red Hot Chili Peppers in loop.

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